ITINERARI ITALIANI: LA DIGA DI MASSERANO

22. 10. 2018

Alcuni amici che lo frequentavano ci avevano parlato di carpe che tiravano come dei treni e che non si riuscivano a tirare fuori cosi nei primi anni duemila il sottoscritto con buonanima del socio Giorgio andammo a vedere il lago DELLE PIANE o come più comunemente conosciuto DIGA DI MASSERANO, dall’omonimo comune su cui si trova.

Fin da subito ci apparve stupenda e selvaggia ma alquanto complicata  da affrontare, le sue sponde erano difficili da raggiungere se non con delle lunghe camminate per i sentieri in mezzo ai boschi che la circondano e calcolando tutta l’attrezzatura da portare per affrontare una sessione avevamo deciso di lasciar perdere.

La diga si trova sul territorio del comune di Masserano in provincia di Biella ma interessa anche i comuni di Curino, Mezzana e Casapinta, è un bacino artificiale realizzato negli anni ’60 e gestito dal consorzio di bonifica della Baraggia Biellese e Vercellese per scopi irrigui per le risaie subendo cosi delle variazioni di livello anche importanti;  situato ad una altezza di circa 325m s.l.m , occupa una superficie di 43ha ed ha un perimetro di circa 7.6km con una lunghezza di circa 1.9km e larghezza di 1.4km con una profondità media di 12m, è alimentato dal torrente Ostola e altri affluenti minori.

Se vogliamo la sua forma ricorda un piccolo Cassien con i suoi rami che si infilano nelle gole delle colline chiamate Rive Rosse.

Con il passare degli anni ci dimenticammo di questa perla che nel frattempo subì le mire di bracconieri vari fino a quando Andrea Cerreia Varale, con la sua ditta , e grazie all’aiuto volontario del padre Vanni ed alcuni ragazzi assidui frequentatori del bacino, si presero  in carico l’onere di gestire il lago nel 2016 cosi da poterlo tutelare nel migliore dei modi.

Per arrivare al lago dovrete fare una strada sterrata in salita e superare tre cancelli, la prima volta che andrete su appena arrivati sul pianoro che vi porterà verso il punto da cui partire per le postazioni la vista del lago a fianco della diga vi lascerà senza parole, dire che è stupendo è riduttivo.

Il lago di Masserano ha ben 37 postazioni ma, variando il livello del lago, non tutte saranno sempre disponibili. Le postazioni 1 – 2 e 3 sono le più comode grazie alla vicinanza alla propria autovettura,mentre per tutte le altre i gestori vi aiuteranno con un servizio di trasbordo dell’attrezzatura.

Lo scorso anno abbiamo fatto una pescata con l'amico e socio Pietro nel periodo autunnale ma sia la non conoscenza del posto e il lago veramente bassissimo (10m e più sotto al normale livello) ci siamo presi un sonoro capotto.

Quest'anno abbiamo pianificato delle sessioni con il gestore durante il carpitaly 2018 iniziando verso fine marzo primi di aprile, Pietro iniziando ad affrontare la posta 1 io con mia figlia alla posta dell'isola.

Come detto lo scorso anno il lago era molto basso e questo ci aveva aiutato a capire com'è il fondale che oltre ad avere numerosi rialzi ha un numero spaventoso di piante scheletriche che risalgono verso la superficie e dove non ci sono le piante sono rimasti numerosi ceppi.

Inutile dire che l'attrezzatura non deve essere di quelle leggere ma potente per poter forzare il pesce lontano dagli ostacoli che cercherà in tutti i modi di raggiungere! Fili in bobina robusti (non scendete sotto allo 0,40) mentre la treccia e lo shock leader sono vietati, terminali e ami di quelli tosti , preferibilmente  senza ardiglione o microaridglione, cosi da dare la possibilità al pesce di liberarsi nel caso di incagli e rotture.

La posta dell'isola l'ho scelta spinto dai figli che quando hanno sentito che saremmo stati lasciati per un weekend intero su un'isola da soli mi hanno fatto impazzire per poterci andare; la comodità di questa postazione sta nella presenza di una struttura in legno dove ci si riesce a stare a dormire con tre brande oltre ad avere all'interno gas e tutto il necessario per poter cucinare, cosa che non guasta perché cosi si può lasciare un po di materiale a casa, inoltre, avendo visto il lago mezzo vuoto, mi ero fatto un'idea sul dove pescare.

Nel lago è permessa la pesca a lancio oppure con l'uso del barchino radiocomandato, quest'ultimo, se dotato di un buon ecoscandaglio, vi aiuterà molto nelle operazioni di posizionamento delle montature e della pasturazione.

Tornando alla postazione sull'isola rende molto la parte frontale alla struttura cercando gli scalini del fondale neanche troppo lontani da riva e dove ho piazzato una delle tre canne consentite, la seconda canna l'ho piazzata sul fianco sinistro anche qui a 30-40 m perché dopo inizia un vero e proprio bosco mentre la terza e ultima sul lato destro a 70-80m vicino a delle rocce sommerse dove c'era un ruscelletto che immetteva acqua.

Il socio sulla posta 1 ha pescato invece di fronte a sinistra dove si immette (non sempre) dell'acqua che il consorzio prende dai canali li intorno e pompa nel lago, una seconda canna sotto alla blocchera che fa da sponda sotto la casa del custode della diga e l'ultima molto lunga verso il muro della diga.

Ho impostato l'azione di pesca pasturando pesantemente con granaglie miste a boiles mentre sugli inneschi ho messo palline LK baits SWEET PINEAPPLE con una presentazione di tipo snowman, le boiles le ho protette con della calza per evitare i pesci di disturbo, sulle altre canne ho messo rispettivamente delle HARD BOILIES Spice Shrimp del 20 e, sempre per evitare pesci di disturbo, delle esche siliconiche LK baits sweet corn Wild Strawberry pop-up.

Mentre il socio inanellava diverse catture anche belle da me regnava il silenzio assoluto fino alle prime ore della domenica mattina neanche un bip poi, improvvisamente una partenza di una bella carpotta sui 10kg.

Una cosa va detta, ad oggi, mentre sto scrivendo queste righe la carpa più bella mi sembra sia intorno ai 23kg ma il lago è tutto da scoprire e sicuramente nelle sue acque nuoteranno dei pesci molto più grandi! Quello che vi posso assicurare è che anche una semplice carpa da 10kg come quella presa vi farà sudare le proverbiali sette camicie da quanto tirano per cercare di raggiungere gli ostacoli disseminati sul fondo.

Cosi si è conclusa la mia prima pescata a Masserano, la seconda volta ho deciso di provare alla 1 dove il socio Pietro aveva fatto diverse catture. Purtroppo le condizioni del lago erano già cambiate, l'acqua non entrava più dallo scivolo a fianco della diga e il pesce si era molto probabilmente già spostato cosi l'unica cattura è stata fatta molto lunga verso il muro della diga, anche qui un pesce intorno ai 10kg.

Arriviamo a giugno e i figli per la fine della scuola si fanno promettere di fare una sessione di tre giorni di nuovo all'isola, detto fatto, si parte.

Trasbordata l’attrezzatura in postazione, il lago è veramente alto e l'isola rispetto all'altra volta è ancora più ridotta ma il posto è stupendo! Questa volta piazzo due canne sul davanti dove la volta precedente avevo avuto la partenza mentre sul fianco destro invece di andare sotto la sponda opposta dove entrava il torrentello opto per una pesca marginal sotto la riva posteriore dell'isola stessa.

La prima notte scorre senza nessuna partenza, durante il giorno ci ristoriamo con una bella grigliata con uno dei barbecue in pietra presenti su diverse postazioni, ancora nulla che ci faccia suonare gli avvisatori fino alla sera verso le 20 quando la canna piazzata nella parte posteriore parte a manetta , ferrata e...c'è inizia il combattimento il pesce tira veramente come un dannato e appena riesco ad allontanarlo dagli ostacoli passo la canna al figlio che finisce per portare il pesce nel guadino tenuto dalla sorella.

Una bella specchi, foto di rito e appena iniziamo a pesare il pesce parte una delle due canne messe di fronte all'isola! La canna parte talmente velocemente che salta giù dall'avvisatore, meno male che l'avevo legata ad un albero, e con il filo mi sega letteralmente parte dell'avvisatore facendomi partire la manopola della regolazione del volume.

Mentre i figli si occupano di liberare il primo pesce che stavamo per pesare inizio a forzare il pesce che stava puntando verso il bosco sommerso, fin da subito mi sono accorto che il pesce era bello potente tanto che la canna piegava fino al manico e nonostante la frizione chiusa andava dove voleva lui.

Dopo mezz'ora di combattimento il pesce non ne voleva sapere di salire dal fondo e nel frattempo, dopo averlo allontanato dalle piante sommerse, ha deciso di puntare un'altra pianta che esce dall'acqua a circa 5metri dalla riva, anche li mi sono reso conto della potenza del pesce che è riuscito a passare dietro alla pianta, sentivo il filo che scorreva sul tronco e vedevo la pianta fuori dall'acqua che sussultava alle sfuriate del pesce, entro in acqua pregando che il pesce non giri con il filo attorno al tronco e inizio a forzarlo, per mia fortuna è tornato indietro dallo stesso lato da dove era arrivato quindi filo libero e finalmente inizia a cedere venendo verso riva fino ad entrare nel guadino.

Il pesce è una stupenda specchi che arriva ai 20kg con una schiena bella spessa, i miei figli non stavano più nella pelle dalla gioia e sinceramente anche io stavo di nuovo assaporando l'essenza del carpfishing quella sensazione che non provavo più da anni frequentando laghi a pagamento e che mi stava allontanando sempre più dalla pesca alla carpa.

Grazie Masserano! Grazie ad Andrea e a suo papà (ma anche a tutti i ragazzi del suo team) che hanno trasformato un lago ormai abbandonato in una bellissima realtà gestita in modo intelligente, secondo me questo dovrebbe essere il futuro, acque anche pubbliche gestite da privati che sono prima di tutto pescatori e si danno da fare per salvaguardare degli ambienti che altrimenti andrebbero depredati da orde di bracconieri come sta succedendo nella maggior parte delle acque pubbliche italiane.

Queste per ora sono le uniche due poste in cui ho pescato e che ho iniziato a capire, per tutte le altre vi rimando al gestore Andrea che vi spiegherà, a seconda del periodo che vorrete affrontare la diga, quali saranno le poste che potrebbero rendere di più, un ultima cosa che vi posso dire è che ho notato che il pesce tende ad apprezzare di più le pasturazioni con una forte presenza di palline mentre quando ho usato più granaglie ho notato che il pesce ci mette più tempo a entrare in pastura cosa confermata anche dal socio Pietro.

Per raggiungere il lago bisogna percorrere l’autostrada A4 Torino-Milano e uscire al casello di Carisio per chi arriva da Torino o l'uscita di Balocco per chi arriva da Milano proseguendo poi in direzione di Buronzo e proseguire per Brusnengo, Andrea, il gestore, vi darà appuntamento al bar/ristorante Belgiardino di Curino.

Per le prenotazioni Andrea cell.3472250491

 

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